Le Nostre Eccellenze
La Storia dell'Osteria
Ricompare nel panorama della città l'insegna della Campana che aveva dato nome, fin dal tempo di Ercole I, al "Cantone della Campana" in angolo tra Giovecca ed il Borgo dei Leoni. Un'insegna che ha lontanissime origini ed una storia che vanno raccontate a chi è ferrarese e a chi viene oggi a Ferrara.
Ferrara, fin dai primordi, era stata "città lagunare". Dove la Giovecca finiva, sorgeva la Porta dei Leoni. Fuori di porta stava una campana, che poteva agitare chi verso il tramonto si fosse trovato chiuso fuori e fosse convinto di aver titolo per farsi aprire. Proprio lì, "extra foveas", sorgeva un'osteria detta della Campana.
Nel 1492, con l'Addizione Erculea progettata da Biagio Rossetti, le mura furono abbattute e la Porta dei Leoni demolita. La sua campanella fu fissata sul "cantone" che ne prese il nome. Quella ch'era stata periferia divenne il cuore della città radiocentrica. Chi arrivava a Ferrara per farsi ricevere a corte faceva sosta all'Osteria della Campana per riassettarsi prima di entrare in Castello; chi ne usciva, vi trovava ristoro.
È durato finché sono durati gli Este, e anche dopo. Proprio lì ebbe sede la stamperia di Vittorio Baldini che firmava opere con il marchio della Campana. I documenti ne parlano senza incertezze fino a tutto l'Ottocento. Negli anni '20 sorse il palazzo delle assicurazioni e l'osteria fu ristretta in un cortile interno.
Oggi, finalmente, la nuova gestione recupera e ripropone l'insegna famosa "Osteria della Campana". Un luogo appartato e discreto, che inalbera il motto classico "cominus et eminus", per chi viene da vicino e da lontano a vivere ore di quiete nella ex capitale degli Este. Senza più i Borgia malfamati ed insidiosi, la storia riprende a camminare all'ombra di un'insegna che ha tanta storia.

