Le Nostre Eccellenze

La Zucca e l'Orto

La nostra buonissima zucca violina viene scelta personalmente a Sabbioncello dalla signora Lauretta e suo figlio Andrea dell'Azienda Agricola Brunello. Da loro provengono con amore anche meloni, pesche, pere, zucchine, melanzane, pomodori e porri.

I Salumi Ferraresi

I nostri insaccati tipici, come la Salama da Sugo I.G.P., la Zia e la Salama da Taglio, vengono selezionati dalla famiglia Zironi di Migliarino, custodi della tradizione norcina locale.

Il Manzo

I filetti di manzo sono un vero orgoglio del nostro territorio: provengono dalle storiche Bonifiche Ferraresi di Jolanda di Savoia, garanzia di qualità assoluta.

Le Carni Bianche

I conigli sono allevati a terra a Santa Maria Codifiume. Ce li fornisce il nostro macellaio di fiducia, il Signor Daniele di via Biagio Rossetti.

La Cantina

La cantina è composta da eccellenze della nostra provincia e regione. Promuoviamo i vini delle sabbie del Bosco Eliceo e le vigne tipiche delle colline tra Dozza e Montecatone della famiglia Minzolini, con cui collaboriamo da oltre 5 anni tramite il figlio Marco.

La Storia dell'Osteria

Ricompare nel panorama della città l'insegna della Campana che aveva dato nome, fin dal tempo di Ercole I, al "Cantone della Campana" in angolo tra Giovecca ed il Borgo dei Leoni. Un'insegna che ha lontanissime origini ed una storia che vanno raccontate a chi è ferrarese e a chi viene oggi a Ferrara.

Ferrara, fin dai primordi, era stata "città lagunare". Dove la Giovecca finiva, sorgeva la Porta dei Leoni. Fuori di porta stava una campana, che poteva agitare chi verso il tramonto si fosse trovato chiuso fuori e fosse convinto di aver titolo per farsi aprire. Proprio lì, "extra foveas", sorgeva un'osteria detta della Campana.

Nel 1492, con l'Addizione Erculea progettata da Biagio Rossetti, le mura furono abbattute e la Porta dei Leoni demolita. La sua campanella fu fissata sul "cantone" che ne prese il nome. Quella ch'era stata periferia divenne il cuore della città radiocentrica. Chi arrivava a Ferrara per farsi ricevere a corte faceva sosta all'Osteria della Campana per riassettarsi prima di entrare in Castello; chi ne usciva, vi trovava ristoro.

È durato finché sono durati gli Este, e anche dopo. Proprio lì ebbe sede la stamperia di Vittorio Baldini che firmava opere con il marchio della Campana. I documenti ne parlano senza incertezze fino a tutto l'Ottocento. Negli anni '20 sorse il palazzo delle assicurazioni e l'osteria fu ristretta in un cortile interno.

Oggi, finalmente, la nuova gestione recupera e ripropone l'insegna famosa "Osteria della Campana". Un luogo appartato e discreto, che inalbera il motto classico "cominus et eminus", per chi viene da vicino e da lontano a vivere ore di quiete nella ex capitale degli Este. Senza più i Borgia malfamati ed insidiosi, la storia riprende a camminare all'ombra di un'insegna che ha tanta storia.

Ferrara 1997
Dino Tebaldi
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